Loading ...

Che priorità e quali obiettivi diamo alla comunicazione?

Il segreto del buon comunicatore sta proprio qua: nel saper vivere il progetto, farne parte

Lavoro da quasi 20 anni nel campo del giornalismo e della comunicazione soprattutto per organizzazioni del Terzo Settore di cui curo la strategia comunicativa e l’ufficio stampa. Sono stato direttore della testata Volontariato Oggi e collaboro, fra gli altri, con Vita Non Profit Magazine per cui curo il blog l’involontario, e le Buone Notizie del Corriere della Sera.

Giulio Sensi

Giornalista e comunicatore sociale

Costruire il piano di comunicazione di un progettodefinirne lo scopo o gli obiettivi e saper usare gli strumenti per raccontarequesti i tre principali temi affrontati durante il webinar formativo “Le narrazioni dei progetti. 

Il 27 ottobre Giulio Sensi, giornalista, comunicatore e formatore ha introdotto il suo intervento con una domanda giuda: che priorità e quali obiettivi diamo alla comunicazione? La capacità comunicativa è prima di tutto mentalitàapproccio, ma è anche scelta progettualeperché integrare i progetti ad un solido piano di comunicazione significa valorizzarne l’impatto. Secondo questa accezione comunicare è anche un atto di responsabilità nei confronti di finanziatori, dei beneficiari e della comunità.  
progetti cambiano la realtà, la modificano e hanno l’obiettivo di migliorarla: non comunicare significa quindi perdere un’occasione di valorizzazione, di trasformazione, di consapevolizzazione, di alleanza e fiducia con la comunità di riferimento. 

Per questo, risulta fondamentale includere nell’implementazione di un progetto un buon piano di comunicazione. Il piano comunicativo deve essere costruito con chiarezza e semplicità e prima che di risorse economiche ha bisogno di un pensiero, di obiettivi e di programmazioneè necessario definire chi fa cosa, quando le azioni vengono svolte e come si fanno 

Progettare le azioni di comunicazione già nella fase progettuale può apportare alcuni vantaggi, come quello di poter integrare le azioni concrete a quelle di comunicazione, anticipando un problema che si pone sempre successivamente; gestire il budget in modo più efficiente, distribuendo i costi all’interno del progetto; mostrare al finanziatore la volontà di valorizzare al massimo l’intervento; integrare le azioni concrete a quelle di comunicazione e promozionali.  

Per riuscire in questo vi sono una serie di azioni utili da implementare: i dialoghi con il project manager e i partners, l’osservazione attiva delle azioni di un progetto, il coinvolgimento negli stati di avanzamento, l’individuazione e la definizione delle azioni comunicative a supporto, la relazione con i beneficiari e la comunità, così come di ciò che succede di imprevedibile mentre il progetto si sviluppaProbabilmente il segreto del buon comunicatore sta proprio qua: nel saper vivere il progetto, farne parte, rimanerne innamorati e poter essere membri attivi del team che lo realizza 

Uno degli strumenti da includere nel proprio piano di comunicazione, nell’ottica di restituzione e condivisione alla comunità, è quello dello storytelling che permette di raccontare in maniera efficace il protagonismo intorno alle trasformazioni che un progetto comporta. 

In definitiva le azioni di comunicazione possono moltiplicare l’impatto positivo di un progetto, perché comunicare significa porsi la domanda di come rendere più efficace la sua azione: implica dare rilevanza e visibilità ad un progetto per non farlo sparire fra le pieghe di una società disattenta.