Mums for Mums

#Storie di Intrecci

Questo progetto è stato realizzato grazie al contributo del Bando Intrecci Possibili 2024 – Già Lo Sai!  dalla rete di organizzazioni con capofila Centro Aiuto Alla Vita “Giovanna” ODV

Il Centro Aiuto Alla Vita ha come principali fruitrici donne straniere, in gravidanza e/o con figli piccoli.

Il progetto Mums for Mums prevede la realizzazione di uno spazio aperto, per esperienze ludiche e educative, per mamme con bambini nella fascia 0-3; uno spazio di condivisione e confronto per acquisire informazioni rispetto allo sviluppo dei bambini e per aiutarsi reciprocamente. Promuovere l’empowerment, la mutualità concorrono all’obiettivo di uscire dall’isolamento sociale in cui le donne che il Centro supporta, vivono quotidianamente, per difficoltà linguistiche ma anche per mancanza di rete familiare e parentale. Lo scopo è quindi quello di sviluppare con loro un luogo fisico ma non solo, dove sentirsi accolte, valorizzate, ed inserite all’interno di una rete di supporto.

Le attività proposte e mensilmente organizzate concorrono a tre differenti finalità:

Informare e formare le mamme, tramite interventi di esperti del settore infanzia, come logopedista, psicomotricista, pedagogista, rispetto allo sviluppo dei bambini nella fascia 0-3 anni.

Realizzare dei momenti di incontro presso spazi del territorio, con l’obiettivo di mostrare e far conoscere alle mamme le risorse presenti nel contesto abitativo per i propri figli.

Prendersi cura e compartecipare all’allestimento e realizzazione di uno spazio presso il Centro Aiuto Alla Vita, adatto e pensato per i piccoli, che possa appunto divenire un luogo accogliente, di ritrovo e di supporto per le mamme, anche oltre la progettualità realizzata.

Il progetto è stato avviato in dicembre, con una prima fase di promozione e pubblicità; dopo un incontro con le volontarie del Centro, sono stati redatti dei volantini, tradotti in varie lingue per le mamme utenti del Centro Aiuto Alla Vita, e nelle settimane successive sono state raccolte le varie adesioni. I partner e i vari servizi di rete, come servizio sociale, consultorio, sono stati contattati per conoscenza, presentazione e promozione del progetto.

A gennaio, con tutte le partecipanti, è stato organizzato un primo momento di confronto e raccolta di interessi da parte delle mamme che avevano dato adesione al progetto; in quella fase, tramite un

semplice questionario, si è raccolto l’interesse e la curiosità delle mamme verso le tematiche formative da trattare, logopedia, movimento e psicomotricità, gravidanza e allattamento, pedagogia varia. Si è inoltre sondata la preferenza ed esigenza verso la disponibilità di giorni e orari della settimana da dedicare al progetto. È emerso la preferenza per un giorno a settimana da dedicare a tale progetto, il mercoledì, ma con possibilità anche di variarlo, tramite comunicazione in un gruppo wa appositamente creato, in orari a volte mattutini e a volte pomeridiani.

Sulla base delle preferenze e desiderata delle mamme, la fase successiva, dedicata alla formazione sullo sviluppo dei bambini 0-3 anni, ha previsto il coinvolgimento delle figure professionali, che a titolo gratuito hanno voluto prendere parte al progetto; sono stati programmati dei pomeriggi formativi con varie figure professionali:

  • Farmacista per discutere insieme di influenze, malanni, farmaci e rimedi per i bambini nella fascia 0-3 anni.
  • Logopedista, dove si è parlato di linguaggio, fasi di sviluppo, ritardi e campanelli d’allarme, giochi strumenti e strategie per stimolare il linguaggio nei bambini.
  • Psicomotricista con la quale si è approfondito il tema del movimento, tappe di sviluppo, rapporto mamma bambino nel gioco e stimolazione del movimento.
  • Pedagogista, per parlare in generale di giochi e attività da proporre ai bambini nelle varie fasce d’età, di relazione mamma bambino e dell’importanza dell’interazione nel gioco.

Al termine di ogni incontro, ad ogni mamma è stato realizzato un breve documento cartaceo con vari approfondimenti e spiegazioni sul tema trattato.

Tutti gli incontri, per favorire ancor di più la socializzazione e lo scambio fra mamme, sono stati anticipati da un pranzo insieme. L’idea, nata e proposta dalle stesse mamme, si è poi evoluta nella preparazione di cibi e piatti tipici delle diverse località di provenienza, direttamente cucinati dalle mamme. Questi momenti conviviali diventano occasione per una maggiore conoscenza fra loro, supporto reciproco durante la mattinata trascorsa al centro con i propri figli, scambi e confronti sulla gestione di situazioni quotidiane.

Altro aspetto che il progetto dal mese di aprile sta portando avanti è la conoscenza del territorio e delle offerte presenti per i bambini a partire dalla fascia 0-3.

Si è organizzato un pomeriggio presso la biblioteca per ragazzi nel palazzo Liberty di Trento, dove, con il supporto di alcune ragazze del servizio civile, sono state proposte delle letture ai bambini presenti, dedicando a loro una sala della biblioteca per un approccio spontaneo alla lettura.

Contattato il Muse, si è richiesta la possibilità di accompagnare le mamme presso il Maxi Ooh, spazio adibito proprio per la fascia di bambini 0-6 anni.

In occasione dell’arrivo dell’estate sono previste gite e vari pic nic nei parchi della città, o laghi facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici

Conoscenza di tradizioni e storie del territorio partecipando ad eventi organizzati nel periodo delle Feste Vigiliane.

Queste iniziative hanno come obiettivo, quello di mettere a conoscenza le mamme dei servizi offerti dal territorio, proprio per entrare in rete anche con le diverse realtà presenti, come occasioni di continui scambi e confronti.

Altro fronte che contestualmente il progetto sta incentivando è la cura e la compartecipazione allo spazio del Centro Aiuto Alla Vita, messo a disposizione per le mamme; lo scopo è quello di rendere il luogo sempre più familiare ma anche accogliente per le mamme, inteso come luogo in cui poter ritrovare supporto, confronto, aiuto reciproco fra mamme stesse e punto di riferimento per le loro necessità.

In tale direzione sono quindi organizzati, oltre che i pranzi, dei momenti che prevendono:

Un pomeriggio di fotografie alle mamme con i loro bimbi, che serviranno come documentazione sia per le mamme stesse, realizzandosi ognuna un piccolo album fotografico, ma anche come stampe per abbellire la stanza del Centro Aiuto Alla Vita.

Un pomeriggio di giardinaggio con i bambini e le mamme, per allestire un piccolo orto di piante aromatiche, da utilizzare nei pranzi e all’occorrenza.

Un momento di pittura, sempre da parte delle mamme con i loro piccoli per abbellire l’ingresso del Centro, e rendere lo spazio concretamente vissuto dalle mamme e i bimbi stessi.

Criticità riscontrate

  • Da una valutazione in itinere dell’andamento del progetto, rispetto ai risultati di coinvolgimento delle mamme attesi, ma anche all’iniziale numero di mamme che avevano dato adesione, i numeri effettivi sono stati inferiori; la media di mamme che attivamente sta frequentando il progetto, seguendo tutti gli incontri e i vari momenti realizzati, sono circa 9 mamme. Aspetto positivo emerso è che in alcune occasioni sono state le mamme stesse a coinvolgere altre conoscenti, che hanno magari preso parte a qualche incontro programmato.
  • Altra criticità emersa riguarda la fattibilità di un servizio di supporto e baby-sitting fra mamme stesse; l’idea di dare loro, infatti, uno spazio sicuro dove lasciare i propri figli per un breve tempo, contando sul reciproco aiuto fra mamme, non ha trovato realizzazione. Sicuramente l’aspetto della distanza del centro, dalle singole abitazioni delle mamme, rappresenta un ostacolo a tale organizzazione, pensando al costo dello spostamento che ogni mamma deve affrontare per recarsi al centro; questo porta quindi ogni mamma a trovare soluzioni alternative o portarsi i propri figli sempre con loro.