Politiche giovanili: la nostra esperienza a Rovereto
Vi raccontiamo il percorso che abbiamo facilitato sulle pagine di Secondo Welfare
In questo articolo che potete leggere in versione integrale su Percorsi di Secondo Welfare abbiamo raccontato l’esperienza di facilitazione che abbiamo seguito per le Politiche Giovanili del Comune di Rovereto.
Troverete alcune considerazioni e delle importanti chiavi di lettura che ci portiamo a casa e che possono essere utili a chi si occupa di Politiche giovanili.
La città trentina sta sperimentando un nuovo modo di costruire le politiche giovanili, basato su ascolto, partecipazione e collaborazione tra giovani e istituzioni. In questo articoli un po’ di riflessioni che possono offrire spunti utili a chi vuole rendere le comunità più aperte e inclusive.
Rovereto, una cittadina di 40.000 abitanti in Provincia di Trento, ha deciso di cambiare il modo di fare politiche giovanili. Ha deciso di farlo per attivare strumenti e spazi di partecipazione capaci di fronteggiare due diversi fenomeni: da una parte quello che viene normalmente definito “disaffezione alla vita pubblica” che, però, è l’insieme di una certa stanchezza da parte delle organizzazioni di rappresentanza e delle istituzioni pubbliche; dall’altra, per rilanciare l’azione delle Politiche Giovanili comunali e di alcuni strumenti che sono attivi da circa 20 anni in Provincia di Trento e che hanno, oggi, bisogno di un po’ di manutenzione.
Uno spazio di decisione e partecipazione per le persone giovani
Il Comune di Rovereto ha scelto di attivare uno spazio di decisione dove le persone tra i 16 e i 35 anni potranno confrontarsi direttamente con l’amministrazione comunale, un laboratorio – o “assemblea partecipata”, come definito dalle giovani1 – sempre aperto dove nascono idee e proposte che poi vengono portate all’attenzione di chi governa la città.
