I diversi ruoli di facilitazione di un progetto
Questo articolo è tratto dal nostro Piccolo erbario della progettazione – appunti per ideare e collaborare nel sociale che potete scaricare gratuitamente QUI
Preparare il terreno per un progetto significa innanzitutto definire i ruoli e le responsabilità delle persone che lavoreranno insieme: è essenziale definire con precisione chi sono gli attori del progetto e come le loro azioni si devono interconnettere per garantire che il lavoro venga svolto in modo efficace ed efficiente. Senza una chiara definizione dei ruoli i membri del gruppo di lavoro possono trovarsi confusi su cosa ci si aspetta da loro e possono verificarsi sovrapposizioni di compiti o, al contrario, lacune nella copertura di determinate aree. La definizione dei ruoli aiuta anche a stabilire una chiara gerarchia all’interno del team, con responsabilità ben definite per ciascun membro. Ciò aiuta a evitare conflitti e ambiguità su chi ha l’ultima parola su determinate decisioni o su chi deve assumersi la responsabilità per eventuali problemi o errori. In ogni progetto possiamo individuare tre macro tipologie di attori: progettisti, stakeholder e facilitatori. Sono ruoli distinti, ma non è infrequente che siano interpretati dalle stesse persone. Diventa allora ancora più importante capirne i confini.
Progettista
Il progettista sociale è un professionista che si occupa di progettare, gestire e valutare interventi che generano un cambiamento rispetto a una problematica individuata. Il progettista sociale utilizza pratiche, metodi e strumenti per analizzare i problemi sociali, identificare i bisogni della comunità e sviluppare soluzioni appropriate. Egli si occupa anche di coinvolgere attivamente la comunità nei processi di progettazione e attuazione, di monitorare e valutare costantemente il processo, gestire le risorse, garantire l’efficacia e la sostenibilità a lungo termine.
Facilitatore
Il facilitatore è una figura chiave per chi adotta nella progettazione un approccio partecipativo. Possiede competenze di intelligenza emotiva, aiuta a coordinare il processo di progettazione coinvolgendo attivamente gli attori – stakeholder, beneficiari, comunità – facendo in modo che tutte le voci vengano ascoltate. Il facilitatore cura lo spazio creando un ambiente collaborativo e inclusivo, promuove una comunicazione efficace tra tutte le parti coinvolte, aiuta a gestire conflitti e a promuovere la partecipazione attiva di tutti i soggetti.
Possiamo distinguere tre tipi di facilitatore all’interno di un progetto:
I diversi ruoli di facilitazione all’interno di un progetto
Facilitatore di gruppo: lavora con gruppi di persone per aiutare a creare un ambiente collaborativo e inclusivo per la risoluzione dei problemi e la definizione di obiettivi comuni.
Facilitatore di rete: si concentra sulla costruzione e il mantenimento di reti collaborative tra i diversi stakeholder di un progetto. La sua mansione principale è quella di aiutare a creare connessioni tra le parti interessate e di sostenere la condivisione di informazioni e risorse. Questo comporta anche il supporto nella definizione di obiettivi condivisi, nello sviluppo di un piano d’azione, nella identificazione di opportunità di collaborazione e nella gestione dei conflitti che possono sorgere durante il processo di costruzione della rete.
Facilitatore di processo: si concentra sulla gestione del processo di progettazione e sui processi comunicativi-relazionali, aiutando a garantire che il processo sia efficiente ed efficace ma anche equo, trasparente e basato sul consenso.
