I modelli di governance

Questo articolo è tratto dal nostro Piccolo erbario della progettazione – appunti per ideare e collaborare nel sociale che potete scaricare gratuitamente QUI

Sono una appassionata di innovazione sociale ed educativa. Mi piace creare nuovi spazi collaborativi e di progettazione come è l’Ufficio Svolta. Ho lavorato per più di dieci anni al CSV del Trentino, attualmente lavoro a Euricse. Sono docente a contratto presso il Dipartimento di Sociologia di Trento del corso di progettazione di interventi di territorio.

Mirella Maturo

Progettista sociale e consulente nel Terzo settore

Sperimentare nuove governance di progetto significa attivare una sperimentazione di un modello di cambiamento nelle reti territoriali al fine di favorire processi di sviluppo locale per la creazione di servizi innovativi che mettano al centro la comunità. Si parla spesso di territori lenti, di periferie, di luoghi a rischio di isolamento. E altrettanto spesso non ci si ferma a progettare con i territori una proposta possibile che possa rigenerare luoghi, in un presente in cui siamo sommersi dalla velocità, in cui dicono che chi è veloce vince e guadagna e chi è lento rimane indietro e perde. Una importante linea di elaborazione nelle teorie sulla governance ha tratto spunto dall’osservazione che, dal punto di vista dell’originario concetto di “governance dall’alto”, oggi si assiste ad una perdita di capacità direttiva per favorire nuove forme di coordinamento diffuso e orizzontale tra il pubblico e il privato per la gestione di processi e progetti complessi di rete. Di seguito riportiamo un esempio di governance orizzontale, che abbiamo sperimentato come Ufficio Svolta nella gestione di un progetto di rete per l’attivazione di comunità educanti.

#Fuoricentro, coltiviamo le periferie” è un progetto di innovazione educativa realizzato in tre territori del Trentino per sviluppare e consolidare il capitale sociale e psicologico dei ragazzi grazie all’attivazione di comunità educanti. L’iniziativa è stata sostenuta dall’Impresa Sociale Con I Bambini.

Rappresentazione di un modello di governance orizzontale

Cabina di Regia

è il cuore pulsante del progetto, l’energia che dà vita a tutti gli attori. Chi la compone definisce cornici di senso e operative, verifica e reindirizza gli obiettivi, assicura il rapporto con i promotori, cura la partnership con attività specifiche, definisce l’allocazione delle risorse economiche e territoriali, supervisiona e costruisce le governance del progetto con i territori, realizza incontri di microprogettazione, attiva strumenti di autovalutazione e di confronto con obiettivi di incremento della qualità della progettualità: dalla scelta dei destinatari alla gestione del rischio per i progetti nati dagli incontri di microprogettazione. La Cabina di Regia nel corso del progetto ha attivato dispositivi e metodologie partecipative diverse per affrontare i problemi e per raggiungere gli obiettivi strategici.

#Fuoricentro locale

è un gruppo di lavoro flessibile composto da referenti territoriali, dagli assessori alle politiche sociali, dai partner locali e trasversali, dal responsabile scuole e comunità educante e dai referenti politiche giovanili locali. Sono, in estrema sintesi, “antenne” nel territorio.

Monitoraggio e Valutazione

è una funzione verticale dell’organigramma che parte dalla prima fase di progettazione del progetto e attraversa tutto il ciclo di gestione dello stesso.

Responsabile della Comunicazione

definisce gli obiettivi di comunicazione, definisce il piano editoriale, realizza la grafica e la stampa dei prodotti di comunicazione, cura l’immagine generale, redige e pubblica i comunicati stampa, comunica attraverso i social e il blog, cura la rassegna stampa, mantiene i rapporti con gli enti erogatori per tutte le autorizzazioni e cura il coordinamento comunicativo all’interno della Cabina di Regia.

Cura della Partnership

sono esperti di facilitazione e di partecipazione che animano e organizzano le sessioni di lavoro plenarie sui territori, anche facilitando i processi di estrazione di elementi utili per la redazione del Manifesto della Comunità Educante.

Area Comunità Educante

co-progetta le attività della Comunità Educante, assicura il coordinamento delle attività di sviluppo, co-definisce la strategia per sviluppare la comunità nei diversi territori, con la cabina di regia e con i gruppi locali, supervisiona la redazione del KIT della Comunità Educante, monitora l’utilizzo delle risorse disponibili e lo stato di avanzamento delle attività, redige relazioni sulla Comunità Educante, effettua un lavoro di facilitazione con tutti gli altri partner sulla Comunità Educante.

Area scuole

assicura il coordinamento delle attività di sviluppo dell’area scuole nei singoli territori; monitora l’utilizzo delle risorse disponibili e lo stato di avanzamento delle attività; assicura i rapporti con gli attori della comunità; accompagna e sollecita l’assunzione di autonomia da parte dei partner.

Partner della rete

i partner di progetto hanno lavorato con dispositivi e tecniche di co-progettazione per costruire le azioni di progetto. Tantissime le tecniche utilizzate di partecipazione (ad esempio il Project Canvas, Guizzo, Canvas creati per le attività) a incontri tematici con i ragazzi e le ragazze, interviste ai beneficiari.

Punti di forza di questa forma di governance di progetto dal basso sono stati:

  • ponti verso i territori
  • sperimentazione di processi di coordinamento del progetto diffusi
  • co-progettazione come una delle metodologie che ha accompagnato i vari territori verso una transizione al cambiamento nella produzione di servizi educativi innovativi.