Iniziare a collaborare: le parole chiave

Questo articolo è tratto dal nostro Piccolo erbario della progettazione – appunti per ideare e collaborare nel sociale che potete scaricare gratuitamente QUI

Mi occupo di progettazione partecipata e di project management. Accompagno comunità di pratica e gruppi di lavoro.

Marco Cau

Agente di sviluppo locale

Sono consulente e formatore sui temi della responsabilità, della collaborazione organizzativa e delle partnership cross-sector.

Graziano Maino

Consulente e formatore

Dare vita a nuove collaborazioni cross-settoriali – connettendo settori e aree diverse per creare un’innovazione multidisciplinare – è condizione necessaria per realizzare progetti trasformativi, per generare cambiamenti positivi e per affrontare la complessità che investe le nostre comunità.

Abbiamo sintetizzato, in undici parole, altrettanti ingredienti che ci sembrano essenziali per realizzare collaborazioni che attraversano i confini tra organizzazioni, settori di intervento, sfere d’azione.

Undici parole che certamente non esauriscono la ricchezza e la complessità del lavorare insieme: arricchire questo vocabolario è un ambito di collaborazione possibile che proponiamo ai lettori.

Curiosità

Per collaborare e per costruire rapporti intersettoriali occorre mettere in gioco una curiosità aperta a tutto campo, uscire dal proprio perimetro organizzativo e professionale, rivolgere l’attenzione a ciò che a prima vista può apparirci dissonante. Aprirsi all’esplorazione consente di elaborare diari e schede di viaggio.

Costruire nuove mappe di relazioni e di informazioni è la base per dare vita a connessioni inaspettate, basate sul riconoscimento reciproco.

Incontri

Invitare e andare in visita, incontrarsi nelle sedi operative degli uni e degli altri, accogliersi reciprocamente crea confidenza e complicità. Incontri cordiali tra persone che operano in contesti differenti sono esercizi di decentramento, modi per arricchire i punti vista, occasioni per (ri)scoprire gli altri nei loro spazi d’azione e nei loro luoghi di attività. Si esercitano ascolto, osservazione, trasparenza. Si confrontano differenti culture organizzative.

Desideri

Ospitarsi genera speranze e aspettative di collaborazione. Maturano desideri di ideare insieme, di cooperare, di sviluppare progetti. Nella varietà degli incontri oltre i propri confini, emergono e si confrontano aspirazioni differenti, in qualche caso difficili da conciliare. La forza coinvolgente della collaborazione, per sua natura inclusiva, sta proprio nel ricercare soluzioni inedite, progetti comuni, traguardi nuovi, capaci di valorizzare le specificità e per questo trasformativi.

Energie

Collaborazioni dinamiche richiedono molte e diverse energie. È essenziale aggiornare inventari di organizzazioni, di gruppi informali, di stakeholder, che costituiscono il capitale sociale e relazionale a cui fare riferimento per costruire alleanze originali e inedite. Si tratta di risorse che occorre collezionare con fantasia, ricchezze da scovare nelle pieghe delle comunità e dei territori, andando oltre i partenariati già attivi, impegnandosi in ricognizioni curiose.

Spazi

I processi collaborativi aperti prendono vita negli spazi fisici e digitali. I setting degli ambienti vanno attrezzati, curati, re-inventati, resi confortevoli per favorire il lavoro insieme. Inoltre, luoghi pubblici e privati possono essere oggetto di progettazione collaborativa: spazi da reinventare, beni comuni sociali e naturali da valorizzare, ambienti con potenzialità inespresse da riqualificare, quartieri o paesi da rigenerare attraverso progetti cross-settoriali a carattere innovativo.

Iniziative

Progettare e realizzare insieme iniziative e attività dà slancio allo sviluppo di nuove collaborazioni, le consolida, le rende visibili, crea le premesse per prospettive di cooperazione più ambiziose. Si può rompere il ghiaccio dando vita ad eventi effimeri e simbolici, basati su contenuti provvisori e occasionali, che hanno il pregio di rendere manifesta la collaborazione, che favoriscono l’apporto di tutti. Laboratori, serate tematiche, workshop, performance, feste, passeggiate.

Progetti

Le collaborazioni più promettenti generano progetti trasformativi. Si inizia lavorando insieme alla costruzione di mappe di piani e di programmi possibili. Si lavora su lavagne fisiche o digitali, disegnando e progressivamente dando forma a progettualità comuni. Si elaborano progetti concretamente realizzabili, definendo i contributi di ciascuno, costituendo cabine di regia interorganizzative, dando vita a partnership strutturate, ricercando insieme i finanziamenti.

Cambiamenti

Le collaborazioni inter-organizzative realizzano azioni trasformative e generano cambiamenti. Trasformano, adottano e riempiono di contenuti un’area pubblica, rendono visibile e animano una comunità educante, realizzano un palinsesto di attività per animare un quartiere o un paese, elaborano un libro bianco di azioni per la città o il territorio, co-progettano un servizio o un intervento sociale, culturale o ambientale, co-programmano un piano integrato di sviluppo locale.

Apprendimenti

Le collaborazioni sono spazi di apprendimento. Le esperienze condivise generano nuovi saperi operativi e nuove competenze. Collaborando si costruiscono conoscenze, modalità di lavoro, strumenti. Si compone una cassetta degli attrezzi utili per porsi nuove domande, per osservare la realtà da diverse prospettive, per disegnare inediti campi di ricerca-azione, per ri-definire ambiti di intervento, per affrontare insieme progetti impegnativi.

Racconti

I risultati di collaborazioni promettenti vanno intenzionalmente raccontati. I percorsi sviluppati e i progetti realizzati sono documentati e resi disponibili per rendere trasparenti gli impatti, per generare processi imitativi, per promuovere gli apprendimenti, per segnalare criticità e soluzioni. Scrivere e pubblicare, fotografare e mettere in mostra, realizzare video racconti è utile per rafforzare l’impegno di chi è già coinvolto e per ingaggiare nuovi alleati.

Convivialità

Ritrovarsi per festeggiare il lavoro realizzato insieme e i risultati raggiunti è vitale. Nel riconoscere gli apporti e nel ringraziare per l’impegno si consolidano e si rilanciano entusiasmi, ci si riconosce artefici di prospettive comuni. Momenti di convivialità e di festa sono occasioni di incontro: celebrano traguardi, promuovono riconoscimenti reciproci, segnano punti di arrivo, aprono a nuovi percorsi da intraprendere insieme.